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Perché gli ETF — La lezione che il trading mi ha insegnato

Ho provato a battere il mercato. Ecco cosa è successo

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Nel 2020, quando ho iniziato a investire in borsa, ero convinto di una cosa: potevo battere il mercato. Pensavo: "Sono ingegnere. So analizzare i dati. Posso guardare i grafici, capire le tendenze, prevedere il futuro. Se tutti gli altri perdono in borsa, è perché non sanno quello che fanno. Io sì." Così ho iniziato a fare shorting. Parola che non conosci? Significa scommettere che il prezzo di qualcosa scenderà. Pensi che l'azienda X subirà una perdita di profitto nel futuro? Allora puoi "shortarla" per guadagnare dalla sua perdita. Si può fare lo stesso per gli indici, come ad esempio il petrolio, l'oro, il platino, etc. Io shortavo il prezzo del petrolio. In più aprivo e chiudevo posizioni su indici come l'S&P 500 (un indice che raccoglie le 500 compagnie degli Stati Uniti con maggiore capitalizzazione), pensando di poter prevedere i movimenti giorno dopo giorno. Era adrenalinico. Ogni trade era una scommessa. Vincevo un giorno, perdevo il prossimo. Controllavo i grafici costantemente. Leggevo news, cercavo di capire cosa succederebbe domani. Ero ossessionato. E indovina un po'? Ero tra l'80% che perde soldi. I dati sono questi: l'80% delle persone che fanno trading perdono denaro. Il 10% rimane in pari. Il 10% guadagna. Io ero nell'80% che perdeva. Inseguivo le azioni che salivano e chiudevo con quelle che scendevano (una delle peggiori strategie che esista, se la vogliamo davvero chiamare strategia). Cercavo la mossa geniale che non c'è. Poi un giorno ho letto un numero che ha cambiato tutto. Il 95% dei fondi attivi — cioè i professionisti, quelli che vengono pagati per battere il mercato — non lo battono. Rileggiamolo insieme: il 95%. Professionisti. Con team di analisti. Con computer potenti. Con dati real-time. Con anni di esperienza. Non riescono a battere un semplice indice azionario. Se loro non ce la fanno, che probabilità ho io di farcela? La risposta è stata sobria: nessuna. Così ho smesso di fare trading. Mi sono spostato verso strumenti diversi — ETF diversificati. Strumenti "noiosi". Strumenti che non fanno notizia. Strumenti dove non devi prevedere niente. Questo ha permesso finalmente di poter iniziare a seguire il mercato, che come abbiamo detto più volte, nel lungo termine, ha la tendenza a crescere. Non perché ero diventato un genio. Ma perché avevo smesso di scommettere e avevo iniziato a investire. Ricapitolando - non devi battere il mercato. Devi semplicemente seguirlo. Tu mi dirai - "Okay ma cosa sono gli ETF?" Bene. Un ETF è un fondo che contiene centinaia o migliaia di azioni. Non devi scegliere tu quali azioni comprare. Il fondo le ha già scelte. Tu compri il fondo, e il fondo contiene tutto il mercato (o una grande parte). Se il mercato guadagna il 7-8% medio annuo, tu guadagni il 7-8%. Se qualche azione dentro il fondo crolla, altre salgono. La media rimane. Se il mercato crolla del 18% (come nel 2022), il fondo crolla pure. Ma storicamente, dopo un crollo, sale di nuovo. La bellezza è che non devi fare niente. Non devi guardare i grafici. Non devi leggere le news. Non devi prevedere niente. Non devi avere il nervosismo di un trader. Investi ogni mese, il fondo lavora per te, aspetti 30 anni. Punto. È noioso. Per questo funziona. La gente è attratta dal trading perché è eccitante. Apri una posizione, la chiudi il giorno dopo, senti l'adrenalina. È come il gioco d'azzardo. Ma nel gioco d'azzardo, statisticamente, perdi. E il trading è la stessa cosa. Gli ETF sono il contrario. Sono piatti, prevedibili, noiosi. Niente emozione. E le emozioni sono nemiche dell'investimento a lungo termine. Ora, potresti dire: "Bruno, ma quali ETF compro? Come faccio a scegliere?" Ottima domanda. Ci sono migliaia di ETF al giorno d'oggi. Quelli che seguono il mercato italiano, europeo, giapponese, il settore sanitario, informatico, e così via. Interessanti sono quelli che contengono grand parte del mondo azionario al loro interno. Sono ETF che tengono dentro le migliori aziende del mondo — da Apple a Nestlé a Toyota. Circa 3000+ aziende. Quando compri ETF di questo tipo, stai dicendo: "Non so quale azione salirà. Non importa. Io me le prendo tutte." Il costo? 0,07% all'anno. Cioè per ogni 100€ che investi, paghi 7 centesimi di commissione. Una miseria. La differenza tra me che facevo trading e me che ora compro un ETF è questa: Prima stavo cercando di prevedere il futuro. Adesso sto partecipando alla crescita di migliaia di aziende investono, che innovano, e che guadagnano. Prima stavo pagando migliaia di commissioni per sbagliare. Ora sto pagando 7 centesimi per comprare parte di quelle 3000+ aziende che sono accuratamente scelte da un team di esperti su scala mondiale. In ogni caso, quanto sbagliato nei primi anni mi è servito da lezione. Non devi provare a battere il mercato, devi solo seguirlo. Alla prossima. Bruno
Questo non è un consiglio di investimento. Quanto scritto è frutto di anni di studio personale e riflette opinioni personali. Non ha nulla a che vedere con il mio lavoro presso Applied Materials. Investi solo se comprendi i rischi e consulta un professionista se necessario.